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Associazione Dhyana ONLUS / Articoli Educazione Evolutiva  / La Magia del Concepimento

La Magia del Concepimento

Partecipare al mistero della vita sentendosi un piccolo frammento dell’Infinito, un canale per la realizzazione di un’opera divina.

L’esperienza della gravidanza è un percorso magico che, se vissuta con consapevolezza e con una visione ampia, permette di entrare profondamente nel mistero della vita, sentendosi strumento di quella grande opera di creazione che si esprime in tutte le forme dell’Universo, di cui l’uomo e la donna sono una piccola parte.

In questa magia, le polarità maschile e femminile si fondono profondamente e la creazione di un figlio fisico è solo una delle sue espressioni, ma non l’unica fra le possibilità che riportano all’Unità originaria.

È la partecipazione, che può essere sempre più consapevole, al miracolo della vita, ad un’opera magica, che fa sentire di essere un piccolo frammento dell’Infinito e di esprimere la bellezza della creazione.

La disponibilità di una coppia a perdere la propria forma, accettando le trasformazioni che verranno e i cambiamenti del corpo di una donna che diventa madre, e che mette a disposizione tutte le proprie cellule, è un vero atto di “sacrificio”, nel senso più ampio del termine. Uno spazio viene reso sacro e viene profondamente trasformato per un movente più elevato, che supera i piccoli e grandi egoismi personali.

I desideri, le paure che si affacciano nell’essere genitori, la responsabilità nuova che si comincia ad avvertire, i sogni individuali e familiari possono essere trasformati per le esigenze di un Noi più grande.

Il desiderio di realizzare la propria paternità e maternità, il desiderio di creare, di possesso, di compensare gli insuccessi e le insoddisfazioni, la paura della solitudine, possono essere trasformati profondamente se vengono collegati ad una visione più ampia di appartenenza ad un Tutto più grande, e ad una autentica accettazione delle proprie fragilità.

Ci ritroviamo ad essere un frammento di quel Tutto più ampio e a diventare un canale, al di là delle nostre difficoltà, dei nostri limiti, che pure non scompariranno, ma anzi diventeranno il terreno su cui potremo crescere, insieme alle persone che amiamo.

Queste parole di una madre che riportiamo, parlano proprio di questa esperienza:

“E mentre ripercorro con i ricordi, sento un’espansione al Cuore

e la gratitudine del Dono ricevuto.

Nell’esperienza della maternità, ho realizzato l’esperienza mistica di essere canale:

quello che era importante non ero io come persona o personalità, ma altro da me,

dovevo e volevo onorare il Dono che l’Assoluto ci aveva e mi aveva dato.

Sentire che non ero io, ma dentro di me c’era un Noi,

mi ha fatto sentire uno spazio ed una gioia nuovi.

Sentivo la bellezza di mettere il mio corpo a disposizione,

per la realizzazione di un’opera divina.

Io non dovevo fare nulla, dovevo solo preservare delle situazioni,

affinché una Volontà al di sopra di me si esprimesse, dando forma all’impulso Divino.

In quei mesi, sentivo che il mio piccolo io diventava insignificante

e che il fatto che io stessi bene fisicamente ed emotivamente

e che mantenessi dei pensieri positivi e luminosi

 non era per un mio bisogno ed una mia necessità, ma perché potessi essere un calice,

un ventre pronto ad accogliere la Vita offerta dall’Assoluto.

Questo mi ha aiutato a sentirmi Noi e a ricordarmi di essere un Noi,

in modo più costante, durante la vita quotidiana.”

È questo Noi che va al di là di se stessi che ci dota di una speciale empatia e sensibilità e che ci apre alla possibilità di una profonda condivisione e compassione all’interno dei rapporti, che potremo coltivare al di là della gravidanza e al di là della nostra famiglia. Passando, come descritto, dalla disponibilità a rinunciare, con gioia, a se stessi.

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