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Le ricerche sulla sincronizzazione delle onde cerebrali

Le ricerche sulla sincronizzazione delle onde cerebrali

Il processo telepatico di trasmissione del pensiero, da una mente ad un’altra, prevede diversi passaggi.
Il pensiero deve essere inviato ad un’altra mente, fissato sul cervello dell’altra persona, interpretato e poi utilizzato.
La complessità di tale processo, rende molto difficili gli studi sulla tepelatia.
Per questo, attualmente si stanno realizzando diverse ricerche sul processo di telepatia, partendo dallo studio della sincronizzazione delle onde cerebrali tra diversi cervelli. Questa modalità di studio rende possibile andare oltre la difficoltà legata alla complessità del processo di interpretazione dei messaggi registrati sul cervello.

Questo articolo vuole essere un breve compendio degli studi realizzati sul processo telepatico, con link e bibliografia che consentono, a chi interessato, di approfondire l’argomento.

Studi sulla sincronizzazione delle onde cerebrali

Uno dei filoni di studi più famosi rispetto agli studi sulla sincronizzazione delle onde cerebrali è quello di Giroldini.
William Giroldini, ricercatore italiano, laureato in chimica, da oltre 20 anni si occupa dello studio delle onde cerebrali e degli stati di coscienza.
Nel 2005, Giroldini effettua una ricerca con l’idea di base di registrare ed analizzare la sincronia delle onde EEG in due soggetti sensorialmente isolati, partendo dal presupposto che ci possa essere un legame fisico, osservabile, fra attività elettrica cerebrale e comunicazione telepatica.
http://www.elemaya.com/research/Paper2003-1.pdf

Sempre in questo filone, rientrano le ricerche sulla sincronizzazione collettiva.
Gli esperimenti sono stati effettuati su gruppi in meditazione, posti fino a 200 chilometri di distanza l’uno dall’altra.
http://reteolistica.provincia.lucca.it/wiki/index.php/Esperimenti_sulla_sincronizzazione_collettiva

“Tutte queste ricerche hanno provato che esiste una comunicazione (elettromagnetica) tra le aree del cervello e gli emisferi di una stessa persona, tra i cervelli di due persone vicine (madre-figlio, medico-paziente, amanti, ecc.), tra i cervelli di persone in meditazione a distanza” (articolo citato).

Le interfacce neuronali

Altro importante filone di ricerca, riguarda le interfacce neuronali:
«Una interfaccia neurale, nota anche con il termine inglese Brain-computer interface (BCI, letteralmente "interfaccia cervello-computer"), è un mezzo di comunicazione diretto tra un cervello (o più in generale parti funzionali del sistema nervoso centrale) e un dispositivo esterno quale ad esempio un computer» (Wikipedia).
Le interfacce neuronali rendono visibile come l’attività del cervello e del sistema nervoso centrale possa essere colta ed inviata all’esterno, senza necessariamente utilizzare la parola.
Le possibili applicazioni di tale tecnologia sono molteplici: dal sostegno e la comunicazione per persone con grandi difficoltà motorie, alla possibile “lettura del pensiero”. Riportiamo, di seguito, il link di alcuni servizi che ben illustrano lo stato della ricerca di questo stimolante settore.

  • Guidare con il pensiero

http://adf.ly/1420290/banner/http://secret-mind-blog.blogspot.it/2011/03/epoc-neuroheadset-la-prima-interfaccia.html

  • Giocare a scacchi

http://componenteinstabile.blogspot.it/2012/04/nuovi-esperimenti-con-linterfaccia.html

  • Leggere il pensiero e tradurlo in parole

http://www.youtube.com/watch?v=nlxAafqIhEk